Storia

Banca del Cilento e Lucania Sud, istituto di credito cooperativo che opera in tre regioni e quattro province del Mezzogiorno, nasce il 5 novembre 2011, quando l’assemblea dei soci della Banca del Cilento approva l’atto di fusione per incorporazione con la Banca di Credito Cooperativo Lucania Sud: un incontro di due entità cooperativistiche per dar vita ad una banca nuova, la cui competenza territoriale si estende da Acciaroli, sul Tirreno, a Nova Siri, sullo Ionio, da Vallo della Lucania, ai piedi del Monte Gelbison, nel Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, a Rotonda, alle falde del Monte Pollino, nell’omonimo parco nazionale. La storia delle due banche nei rispettivi territori è simile. La Banca del Cilento prende forma a metà degli anni Ottanta da un’idea dell’attuale presidente, avvocato Francesco Castiello, portata a compimento dall’ex presidente, avvocato Franco Chirico.

Nel luglio 1988, viene siglato l'atto costitutivo della Cassa Rurale ed Artigiana di Vallo della Lucania, società cooperativa a responsabilità limitata: 757 soci fondatori firmano la costituzione di un istituto di credito cooperativo che riesca a dare risposte certe ad un tessuto economico di piccoli artigiani, commercianti e professionisti. A presiedere il consiglio di amministrazione, da quegli anni fino a giugno del 2011, l’avvocato Franco Chirico.

Nell’agosto 1990 l’inaugurazione della sede sociale della Cassa Rurale, fulcro di sviluppo per l’intero comprensorio di Vallo della Lucania, la città e i comuni che vi insistono come bacino di servizi, cultura e scambi commerciali: Moio della Civitella, Cannalonga, Ceraso, Castelnuovo Cilento, Salento, Novi Velia, Rofrano e Gioi.

Nove anni dopo, nell’aprile 1999, la Cassa Rurale di Vallo della Lucania, grazie alla sua attività, ma anche grazie alla fusione con la Cassa Rurale di Omignano, si trasforma in Banca del Cilento Credito Cooperativo Centrale. Prende forma così un istituto di credito cooperativo al passo con le istanze di crescita dell’impresa locale che, in quel periodo, comincia a delinearsi più compitamente nei settori dell’artigianato, dell’agro-alimentare e dei servizi legati al terziario e al turismo. Nei primi anni del nuovo millennio si avvia una prima, fondamentale, riorganizzazione del personale e dell’offerta di servizi alla nuova classe imprenditoriale.

Nel 2004, infatti, arriva alla direzione generale il dottor Ciro Solimeno che, unitamente al Consiglio di Amministrazione, crea il modello di banca a misura d’uomo capace di coniugare l’esigenza di credito e di servizi con un progetto di sviluppo e di crescita economica locale. La direzione generale e il consiglio di amministrazione impostano il modello di credito cooperativo, fattore economico-finanziario a mutualità diffusa, su una chiara idea di sviluppo integrato e globale del territorio. Non bastano le risorse finanziarie se non c’è un’idea di crescita economica, non basta un’idea di sviluppo se non c’è un organico bancario di professionisti per metterla in pratica. I risultati si vedono nel breve periodo, la Banca del Cilento cresce in misura esponenziale con un organico sempre più professionalizzato. Simile la storia della Banca Lucania Sud: nasce a metà degli anni Ottanta a Viggianello per opera di un gruppo di soci fondatori che hanno come obiettivo la crescita del territorio meridionale della Basilicata. Con alterne vicende riesce ad affermarsi come uno dei punti di riferimento per il sistema economico rurale dell’area della Valle del Frida e per la nascente area commerciale ed artigianale di Lauria. A fine anni Novanta la fusione con la Banca del Pollino, un istituto di credito cooperativo presente nelle aree centrali della Sinnica, la lunga arteria che collega Lauria allo Ionio. La fusione però acutizza alcuni problemi di natura organizzativa già presenti nelle due banche: nonostante le grosse potenzialità del territorio, il nuovo istituto di credito cooperativo, nato con la fusione, non riesce a rispondere in modo pieno ed esaustivo alle esigenze di sviluppo della piccola e media impresa. Le speranze di riscatto sono riposte nella nuova fusione col Cilento che viene vista, da entrambe le parti, come concretizzazione di un tensione etnologica prima che politica e commerciale: la Grande Lucania. Con delibere unanimi alla fusione, a fine ottobre 2011 quella lucana, ai principi di novembre quella cilentana, la nuova banca crea un modello di sviluppo interregionale saldamente ancorato al credito cooperativo, un modello, quasi unico in Italia, che, al contempo, diviene know how e mission della Banca del Cilento e Lucania Sud.