• Pubblicato in data 19/10/2020

La Banca del Cilento, di Sassano e Vallo di Diano e della Lucania protagonista sul quotidiano La Repubblica con due diversi articoli

La Banca del Cilento, di Sassano e Vallo di Diano e della Lucania protagonista sul quotidiano La Repubblica, con due diversi articoli pubblicati domenica 18 ottobre e lunedì 19 ottobre.

A seguire nel dettaglio le interviste realizzate da La Repubblica al Presidente Pasquale Luciano Lucibello e al Direttore Generale Ciro Solimeno.

LUCIBELLO: “AL FIANCO DELLE NOSTRE IMPRESE. IN PROGRAMMA LA FUSIONE CON LA BCC DI BUONABITACOLO

PER SERVIRE MEGLIO IL TERRITORIO”

SI COMINCIA a parlare di ripartenza nelle aree meridionali della Campania, in Lucania e nell’area settentrionale della Calabria, leccandosi un po’ le ferite a causa del lungo periodo di chiusura totale. L’andamento positivo della stagione turistica fa ben sperare anche se i contagi continuano ad aumentare. La Bcc del Cilento di Sassano e Vallo di Diano e della Lucania si pone al fi anco delle imprese, dei soci e delle comunità locali per superare questo brutto periodo per l’economia nazionale.

Noi ci siamo prodigati a sostenere il nostro territorio e le nostre imprese - afferma il presidente della BCC,Pasquale Lucibello -. Lo abbiamo fatto perché abbiamo visto le criticità che ognuno aveva e siamo stati al loro fianco per capire come meglio si potevano risolvere. Ci sono i provvedimenti dello Stato, li abbiamo portati a termine, tanto è vero che in Campania, per quanto riguarda i prestiti con la garanzia di MCC, abbiamo raggiunto una quota di circa venti milioni di euro e siamo tra le prime banche della regione. Abbiamo provveduto a fare, dove è stato possibile, le sospensioni dei mutui e speriamo che nella ripartenza il lavoro continui in modo che tutti questi prestiti accumulati possano essere rimborsati perché nel caso contrario sarà un bagno di sangue per tutto il territorio”. La Bcc, integrata saldamente nel Gruppo Bancario ICCREA, si avvia ad una nuova fusione con la consorella di Buonabitacolo, il cui territorio di competenza afferisce alle aree di Padula, Buonabitacolo e Lagonegro, integrando un tassello importante in un territorio che comprende tre regioni e quattro province: si darà vita ad una banca più forte in un territorio che ha voglia di crescere.

“Su questo fronte siamo abbastanza avanti - continua il presidente Lucibello -: c’è stata una richiesta di integrazione da parte di BCE, fornita velocemente dal gruppo. Hanno voluto i dati reali post pandemia per vedere cosa è successo e come hanno reagito le banche. Abbiamo fatto vari incontri col personale sia della banca del Cilento che di Buonabitacolo, e stiamo andando avanti con questi incontri per cercare di elaborare un programma per poi ripartire, se tutto va bene, con la nuova banca”.

Questo nuovo matrimonio rappresenta un traguardo importante per una banca che ha poco più di trent’anni. La nascita della Cassa Rurale di Vallo della Lucania, la prima tappa di questo lungo cammino risale all’agosto del 1990. “Nessuno immaginava che in soli trent’anni, tra mille difficoltà, la banca riuscisse a compiere il percorso che abbiamo fatto –sottolinea il presidente della BCC -. Tra mille problematiche abbiamo lavorato per portar avanti questo programma e penso che il discorso della fusione con Buonabitacolo serva a riempire quel vuoto tra i territori della bassa Campania e il Nord della Basilicata. Questo nuovo traguardo darà vita ad una banca sempre più forte per i nostri soci, per le nostre imprese e per le nostre comunità locali. È stato un accordo ottimo, è il segno della volontà di essere più vicini al territorio, più vicini alle imprese – conclude Lucibello - per poter supportare le esigenze dei nostri territori”.

 

SOLIMENO: “IL SISTEMA TURISTICO HA TENUTO. REGISTRIAMO UN AUMENTO DEI DEPOSITI E LA RIDUZIONE DEGLI IMPIEGHI.

HANNO RETTO LE AZIENDE TURISTICHE PIÙ FORTI DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO”

UN’EMERGENZA -La Banca del Cilento di Sassano e Vallo di Diano e della Lucania è riuscita, grazie anche al Gruppo ICCREA, cui appartiene, ad affiancare le imprese, i soci e le comunità locali delle tre regioni e quattro province di sua competenza. Tra il lockdown e questo nuovo tendenziale aumento autunnale dei casi di Covid è passata un’estate intensa che ha restituito una buona boccata di liquidità alle imprese dell’indotto balneare. Si torna ora a una fase di incertezza sulla diffusione del virus; si è più preparati, ma un timore generalizzato, nefasto per l’economia reale, pervade il sistema socio-economico.

“Oggi ci troviamo in una situazione nella quale non si capisce bene la realtà della diffusione del virus -afferma il dottor Ciro Solimeno, direttore generale della Banca del Cilento, di Sassano e del Vallo di Diano e della Lucania -. L’andamento dei contagi degli ultimi tempi sembra stabilmente al rialzo. Non credo che vivremo un nuovo lockdown, almeno in modo così generalizzato, certo ci saranno delle aree che necessariamente dovranno essere attenzionate in modo più forte”.

Nei mesi della chiusura totale, la BCC ha risposto in maniera tempestiva alle esigenze del territorio. L’economia del Mezzogiorno ha reagito alla pandemia, ma, afferma il direttore Solimeno, con una reazione “proporzionalmente adeguata” tanto in campo medico-scientifico, quanto nel campo più prettamente economico.

“Il prof. Zangrillo ha detto che se il presidente Berlusconi fosse stato colpito dal male a marzo non ce l’avrebbe fatta -continua Solimeno- perché all’epoca non si era ancora compreso nulla di questa patologia. Le cure sono state progressivamente adeguate. Si è cominciato col somministrare l’eparina ai pazienti, perché è un anticoagulante, in quanto uno dei problemi principali dell’affezione di questo virus, la coagulazione del sangue, non è solo un problema ventilatorio, ma mette fuori uso cuore, fegato e tutti gli altri organi principali. Si è cominciato a somministrare questo farmaco alla fine di aprile, quando se ne è compreso l’effetto. Così è stato anche in ambito economico.

Molte aziende che non erano assolutamente preparate, già erano fragili di loro, e con questa crisi sono uscite definitivamente fuori dal mercato, altre imprese, che invece erano state più prudenti ed anche più forti da un punto di vista patrimoniale, hanno potuto affrontare meglio questa crisi. Alcuni importanti villaggi turistici, nel mese di luglio, non avevano nessuna intenzione di aprire, ed erano villaggi importanti, solidi, tra i migliori del nostro territorio anche dal punto di vista aziendale. Non avevano nessuna intenzione di riaprire perché le misure di contenimento erano tali che probabilmente l’esercizio dell’attività non consentiva di pareggiare i costi che dovevano sostenere.

Poi è successo che tra fine luglio e inizi agosto, c’è stato il ‘liberi tutti’, per le nostre località turistiche. Le aziende del settore, quelle forti, che hanno avuto la capacità, in pochissimi giorni, di mettere in piedi un’offerta adeguata, sono state quelle che poi se ne sono avvantaggiate. Sono andate bene perché è vero che il periodo si è ristretto, ma c’è stata una maggiore affluenza di clientela, di provenienza regionale; abbiamo così avuto una frequenza maggiore in un periodo inferiore. Per la semplice legge della domanda e dell’offerta molti operatori hanno aumentato i prezzi. Non si è realizzata l’affluenza degli altri anni, però c’è stata una presenza maggiore, più concentrata, e gli effetti economici si sono visti. Guardando all’andamento dei conti della banca, noi siamo un po’ un termometro da questo punto di vista: l’effetto stagionale di aumento dei depositi e di riduzione dell’utilizzo degli impieghi anche quest’anno si è verificato, quindi vuol dire che la stagione ha funzionato”.

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